LE PRESTAZIONI OCCASIONALI

Cosa sono?

La prestazione occasionale è:

  • svolta da un soggetto non iscritto agli Albi previsti dalla legge;
  • svolta in autonomia e senza che il committente possa organizzare il lavoro in relazione ai tempi e luoghi di lavoro,
  • svolta in modo non continuativo per un periodo massimo di 30 giornate lavorative;
  • a fronte di un compenso che non supera i 5.000 euro lordi nei confronti del singolo committente.

La normativa civilistica lo definisce nell’art.222 del Codice Civile, come l’opera svolta da “una persona che si obbliga a compiere, nei confronti del committente, a fronte di un compenso, un’opera o un servizio,  con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione”.

Chi la può svolgere?

Le prestazioni occasionali possono essere svolte da chiunque ad eccezione dei professionisti iscritti ad albi o ordini professionali, i quali non possono rendere prestazioni occasionali riguardanti le attività professionali facenti capo alla professione riservata agli scritti all’ordine d’appartenenza ma sono  tenuti ad aprire partita IVA.

Quale imposizione fiscale?

Le metodologia di tassazione è diversa in base alla natura del committente:

  • Imprenditore: a fronte del pagamento di un corrispettivo netto, il prestatore rilascia una ricevuta ove viene indicato: 1)  il corrispettivo lordo, 2) la ritenuta del 20% a titolo d’acconto, 3) la durata della prestazione, 4) la tipologia di prestazione, 5) i propri dati anagrafici, 6) i dati anagrafici del committente. Corrispettivo Lordo = 1000 – Ritenuta a titolo d’acconto 200= corrispettivo netto = 800. In sede di predisposizione della dichiarazione dei redditi il prestatore indicherà nel quadro RL (redditi diversi) sia il corrispettivo Lordo 1000 sia la ritenuta a titolo d’acconto 200 e porterà in tassazione il corrispettivo lordo nel coacervo del reddito imponibile dell’anno d’incasso (Principio di Cassa), ritenendo già versata la ritenuta subita;
  • Privato: a fronte del pagamento di un corrispettivo lordo, il prestatore rilascia una ricevuta ove viene indicato: a)  il corrispettivo lordo, b) la durata della prestazione, c) la tipologia di prestazione, d) i propri dati anagrafici, e) i dati anagrafici del committente. In sede di predisposizione della dichiarazione dei redditi il prestatore indicherà nel quadro RM (redditi a tassazione separata)  dell’anno d’incasso (Principio di Cassa),  il corrispettivo Lordo 1000 e verserà il 20% quale acconto della tassazione definitiva. L’erario procederà a fare un conteggio di tassazione media degli ultimi esercizi e qualora la somma dovuta superi l’acconto versato chiederà l’integrazione del dovuto e qualora la tassazione definitiva sia inferiore all’acconto versato, non procederà a rimborsare la differenza.

Quale carico contributivo previdenziale?

Qualora i corrispettivi lordi annui superino i 5.000 euro lordi,  il prestatore dovrà informare il committente circa il superamento della soglia  ed il committente dovrà procedere all’iscrizione del prestatore alla Gestione Separa INPS nonché al versamento dei contributi previdenziali per il periodo di erogazione dei corrispettivi. La contribuzione sarà divisa:

  • 1/3 a carico del prestatore
  • 2/3 a carico del committente